Mantova: città di sogno e di leggenda
Chi entra da nord-est, dai ponti di Mulina o S.Giorgio proveniendo dal Veneto, da Brescia o dall’autostrada, ha l’esatta sensazione di Mantova. Un profilo basso, allungato, solo segnato dall’elevarsi delle torri e dei campanili che si rinserrano quasi a protezione dell’enorme cupola centrale di S.Andrea che tutto domina; e tutto quanto magnificamente riflesso nelle placide acque del lago.
Non solo colori vivaci colpiscono la vista del turista: tramonti infuocati, riflessi azzurri del lago, il verde compatto delle enormi foglie dei fior di loto, ma spesso anche un sottile velo di vapore che ricopre il panorama ed attenua e smorza ogni rumore; uno sfondo di grigio fatto di chiarezza e trasparenza che la fa sembrare una città d’argento e d’oro.
La leggenda narra che l’indovina Manto, in fuga da Tebe, arriva nella palude del Mincio e qui si ferma fondando un borgo. Mantova nasce così nella leggenda, ma entra nella storia con gli Etruschi e con la nascita del grande poeta latino Virgilio, il figlio più illustre. Dopo il periodo romano, longobardo e carolingio diventa capitale delle terre di Matilde di Canossa per raggiungere il suo massimo splendore con l’avvento dei Gonzaga. Avendo pure mantenuto quasi intatto il suo scrigno di tesori (chiese romaniche e neo-classiche, regge e palazzi cinquecenteschi e sontuose dimore barocche) la città offre uno straordinario patrimonio di bellezza e cultura. |