DAL RISORGIMENTO AL XX SECOLO

Durante tutto il periodo risorgimentale, sotto il dominio austriaco, Mantova implementò le strutture fortificate e diventò parte del sistema difensivo del Quadrilatero, assieme alle fortezze di Peschiera, Verona e Legnago, È possibile visitare, con un percorso che si snoda intorno alla città, i resti delle architetture militari, dalle Lunette Fossamana e Frassino al Forte di Pietole, situato nel Comune di Virgilio.

Tra il 1851 e il 1855, furono giustiziati in località Belfiore alcuni patrioti mantovani (i Martiri di Belfiore}, che complottarono contro l’Impero Asburgico. A loro la città ha dedicato un cippo e un monumento. Nella sezione risorgimentale del Museo della Città di Palazzo San Sebastiano, sono conservati armi, abiti, oggetti personali e documenti dei protagonisti dell’epoca.
Risale a questo periodo storico il Teatro Sociale, inaugurato nel 1822, che ospitò, oltre ad attori e artisti di fama, anche personaggi come Garibaldi e Vittorio Emanuele II, ricordati nelle targhe in facciata.

Tra gli edifici novecenteschi, spiccano, invece, le opere eclettiche di Aldo Andreani, architetto e scultore mantovano. Oltre a molte abitazioni private, come la casa di Tazio Nuvolari in via Chiassi, l’Andreani lavorò all’edificazione e decorazione del Palazzo della Camera di Commercio nel 1914 e alla risistemazione dei palazzi comunali di Piazza Erbe, terminata nel 1944.

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